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Beppe Grillo, ecco il programma su scuola, università e ricerca

Beppe Grillo, ecco il programma su scuola, università e ricerca

Beppe Grillo, ecco il programma su scuola, università e ricerca

Che cosa pensa il Movimento 5 Stelle del sistema della formazione.

 

 

 

 

C’è un vincitore, ormai lo sappiamo, delle ultime elezioni politiche italiane: è BEPPE GRILLO, insieme al suo MoVimento 5 Stelle che, dal nulla, è diventato il primo partito italiano. Mentre scriviamo si conclude a Roma l’incontro fra i nuovi parlamentari del MoVimento 5 Stelle e la linea rimane quella che Grillo ha finora espresso: nessuna alleanza con i partiti tradizionali, i parlamentari del MoVimento proporranno e voteranno solo le riforme che fanno parte del loro programma. Ma quale è il programma del MoVimento 5 Stelle per la scuola, l’università e per la ricerca?

IL PROGRAMMA – Domanda interessante, sopratutto per i tantissimi studenti che hanno scelto – o avrebbero scelto, se avessero potuto – proprio Cinque Stelle nelle urne: ne parla oggi, ad esempio, La Nuova Sardegna. Dunque, il programma del MoVimento per la scuola: in parte ne abbiamo già parlato in un precedente articolo. Il documento completo è reperibile sul sito ed è scaricabile in pdf; se si va al capoverso dedicato all’Istruzione, il programma è composto di alcuni punti schematici. Si parte dall’abolizione della legge Gelmini, ma una grande parte dell’impegno programmatico del M5S è dedicata alle risorse informatiche per la nuova didattica: «Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole, Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità, con l’accessibilità via Internet in formato digitale; Accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie; Insegnamento a distanza via Internet». 

I PUNTI – Insomma l’e-learning e l’insegnamento di nuova generazione risultano essere al centro del programma dei Cinque Stelle. Si propone poi «l’abolizione del valore legale dei titoli di studio, la valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti, l’insegnamento obbligatorio della lingua inglese fin dall’asilo, più investimenti nella ricerca universitaria, più strutture di accoglienza per gli studenti». Inoltre, si chiarisce che le risorse dello Stato andranno d’ora in poi concesse solo e soltanto «alla scuola pubblica». 

I PROFESSORI – Accanto al programma ufficiale, bisogna citare almeno un altro paio di affermazioni pronunciate da Grillo prima e dopo la campagna elettorale. Durante il suo Tsunami Tour, a Mantova, Grillo ha detto: «Un insegnate frustrato, in Italia, è come un serial killer nelle nostre scuole. [I docenti] sono pagati poco, ma dobbiamo tirarli su: sono la parte più importante nella crescita di un paese», facendo così intendere di voler alzare la retribuzione dei docenti italiani, che lui ritiene davvero troppo bassa. 

LA RICERCA – In una recente intervista al prestigiosissimo periodico New Scientist, Grillo ha poi ulteriormente sottolineato un punto del suo programma: «Uno dei nostri obiettivi principali è quello di ripristinare la meritocrazia all’interno della ricerca e il mondo accademico. Il clientelismo è diffuso anche lì. Vogliamo anche dare soldi alla ricerca pubblica che sta morendo»; e ancora: «Ci sono anche molti che vivono all’estero, che sono pronti a tornare per aiutare. Ci mandano tonnellate di tweet ogni giorno. In Italia, abbiamo menti tra le migliori del mondo e abbiamo lasciato andare tutti all’estero. Ma se diamo un segnale forte di cambiamento, torneranno”. 

Studenti.it

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