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Cécile Kyenge Ministra de la Integración en Italia, marcará un cambio decisivo para el país

Cécile Kyenge Ministra de la Integración en Italia

Primer Ministro de color en la historia de la República Italiana. Bienvenida al gobierno italiano Cécile Kyenge.

 

 

 

 

 

 

 

Anche la deputata italocongolese nella squadra scelta da Enrico Letta. «Oggi la società civile chiede a gran voce una nuova legge sulla cittadinanza».

In tempi di recessione la parola magica è «riforme a costo zero». Questa tipo di riforma, come l’araba fenice, che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa.
L’istituzione del Ministero dell’Integrazione e la nomina di Cécile Kyenge è una prova della sua esistenza.

Da oggi è finalmente chiaro a tutti che gli oltre 5 milioni di nuovi italiani chiamati «stranieri» non sono gente di passaggio.
Cécile non è una «seconda generazione», una figlia di «immigrati» nata e cresciuta in Italia.
Lei è a pieno titolo «immigrata». Cécile ha deliberatamente scelto di essere italiana, di vivere e crescere in un Pese diverso da quello in cui è nata ed in cui è giunta da adulta. Diversamente da me, lei è italiana per scelta.

Cécile è italiana ed anche «straniera».
Se le seconde generazioni sono il volto rassicurante dell’immigrazione, Cécile è l’Immigrazione, con tutto il suo carico di energia, di ottimismo, di tensione e conflittualità.

Cécile è italiana e qualcosa di più.
Ecco così scardinato il tradizionale concetto di italianità, realizzando quello che in termini tecnici si chiama «demassificazione dell’identità culturale».

Da oggi essere italiani e congolesi, romeni ed italiani, italiani e albanesi, filippini ed italiani, peruviani ed italiani, italiani ed ukraini, marocchini ed italiani (insomma avete capito), è un altro modo di essere italiani.
Che questo sia sancito o meno dalla concessione formale della cittadinanza (per carità riformate la legge!), poco importa. 

Importa il senso di appartenenza ad una comunità, alla buona e ad alla cattiva sorte di un Paese.
E siccome l’integrazione è un processo biunivoco che richiede il consenso e «l’apertura» di entrambe le parti, nessuna integrazione sarà mai possibile senza il preventivo riconoscimento del valore, della preziosa e fragile unicità, della intima dignità di ciascuno dei milioni di donne ed uomini immigrati in Italia.
Ed è in questo che la nomina del Ministro Kyenge è una «riforma a costo zero».

Lo hanno ben capito i nostri lettori che scrivono tutti più o meno lo stesso commento: «Finalmente uno di noi!».

È finalmente il riconoscimento di ciò che da sempre è stato marginalizzato. È il dire che è importante, che è al centro dell’attenzione, che questa è anche casa tua.

Così un pezzo di integrazione è già realizzata! Il resto è in buone mani.

In bocca al lupo e buon lavoro a Cécile!

Stranieriinitalia.it

Gianluca Luciano
 

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